La storia di Palermo e di quest’area della Sicilia affonda le proprie radici 7/8 secoli prima della nascita di Cristo, al tempo in cui nel Mediterraneo spadroneggiavano i Fenici. I primi a conquistare la città furono i romani, che a loro volta furono estromessi dai vandali nel 535, anno in cui buona parte del centro fu letteralmente raso al suolo dalla violenza dei barbari. La liberazione di Palermo avvenne grazie ai bizantini, ai quali succedettero gli arabi intorno al IX secolo d.C. Nel 1071 i Normanni si impossessano di tutta la regione, facendo vivere alla città un periodo di grande splendore coinciso con la reggenza di Federico II. Dopo l’impero normanno si alternarono svariate dominazioni, Svevi, Angioini, Aragonesi e spagnoli, mentre nel 1713 la città cadde in mano dei Borboni che spostarono definitivamente la capitale del regno a Napoli. Dopo l’Unità d’Italia, le due guerre mondiali e i difficili anni della lotta alla mafia, Palermo è oggi una metropoli accogliente, dove modernità e tradizione vanno a braccetto secondo un’armonia unica, capace di creare un’atmosfera del tutto particolare che renderà il vostro soggiorno indimenticabile. Il modo migliore per imparare a conoscere Palermo è percorrerla a piedi. La maggior parte delle attrattive è concentrata nel centro storico, anche se alcune ville, le torri di avvistamento, le tonnare e svariati palazzi nobiliari sono situati ai margini della città. Restauri e riqualificazioni stanno riguardando quasi tutti i monumenti, le chiese ed i palazzi storici più belli, con l’obiettivo di dar ulteriore sfoggio ad uno dei centri più ammirati d’Europa. Per quanto riguarda le architetture religiose, Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno. Tra questi ricordiamo: la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, situata nelle vicinanze del Palazzo dei Normanni, l’attuale sede del Parlamento Siciliano, che è sormontata da alcune cupole rosse davvero uniche; la Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, edificata nel 1113 oltre il corso del fiume Oreto; la Chiesa della Magione, conosciuta anche come Chiesa della Santissima Trinità, innalzata tra il 1130 ed il 1170; la Chiesa dello Spirito Santo, situata all’interno del cimitero di Sant’Orsola; la Chiesa della Martorana, riccamente decorata da splendidi mosaici; la Chiesa di San Cataldo, una costruzione del 1160 dalla caratteristica facciata tripartita; e la Cattedrale, affacciata sul Cassaro, che palesa la stratificazione dei diversi stili architettonici succedutisi nei secoli. Nel XIII secolo prese piede il gotico, ammirabile negli interni e nella facciata della Chiesa di San Francesco d’Assisi, anche se fu il barocco a dare un’impronta particolarmente netta all’aspetto della città; la Chiesa del Santissimo Salvatore, la Chiesa del Gesù, la Chiesa di Santa Teresa e la Chiesa di San Domenico, con i loro arzigogoli rococò e i loro sfarzosi altari testimoniano meglio di qualunque libro di storia dell’arte la radicalizzazione del barocco nell’Italia meridionale. Prendendo in considerazione l’architettura civile, balza subito agli occhi il Qanat, una colossale opera di ingegneria idraulica ipogea costruita a partire dal periodo di dominazione araba fino a quello normanno. A questi anni risalgono anche numerosi palazzi, come La Zisa, particolarmente nota per il sistema di fontane, La Cuba, dallo stile particolarmente austero, ed il Castello di Maredolce, situato all’interno del Parco della Favara. Negli anni di reggenza aragonese furono costruiti i più bei palazzi gotici della città, come ad esempio: Palazzo Sclafani, costruito nel 1330 nei pressi di Palazzo Reale; Palazzo Chiaramonte, edificio dalle chiare influenze gotico-catalane; Palazzo Abatellis, progettato da Matteo Carnilivari nel 1495, che oggi ospita la Galleria Regionale d’arte Moderna e Medievale; e Palazzo Aiutamicristo, famoso soprattutto per la ricchezza degli interni. Nel 1583 fu costruita la Porta Nuova, un arco monumentale che subì notevoli modifiche nel XVII secolo e che individua l’asse principale del centro. Al XVIII secolo risalgono quasi tutte le ville che costellano il perimetro dell’agglomerato urbano; queste lussuose residenze sono quasi sempre precedute da grandi giardini e incarnano la volontà dei nobili di avere una maggiore presenza nei loro fondi agricoli.

Da non perdere

In una città come Palermo non possono mancare i mercati storici, da sempre punto di riferimento per la popolazione. Questi piccoli bazar dall’atmosfera orientale sono aperti per tutto l’anno in diverse zone della città; i più noti sono: Ballarò, che si estende da Piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory, dove vengono vendute soprattutto articoli alimentari di pregio; Vucciria, all’interno del mandamento Castellammare, dove si incontrano bancarelle imbandite di pesce, carne, frutta e verdura; e Il Capo, posto all’interno dell’omonimo quartiere, dove immergersi nell’innata genuinità popolare tipica dei palermitani. Dopo tutto questo girare tra palazzi e chiese è più che naturale concedersi qualche attimo di riposo presso la più famosa spiaggia cittadina: Mondello. Questa distesa sabbiosa situata tra il monte Pellegrino ed il monte Gallo è frequentatissima dai palermitani, che vi si recano ogni qualvolta il tempo lo consenta. Seppur più distanti dal centro, meritano di essere visitate anche le spiagge di Lascari, facilmente raggiungibile tramite la statale 113, e quella di Capaci, posta una ventina di chilometri in direzione di Trapani. Non si può lasciare Palermo e la Sicilia senza strapazzarsi con le ricche pietanze tipiche della cucina locale. Le antiche ricette, valorizzate da secoli di storia e dal contributo di culture agli antipodi, comprendono sapori disparati, una grande varietà di aromi e di ingredienti, cucina raffinata e povera, ricette di carne e pesce, dolci e piccanti. Tra i piatti rinomati e conosciuti per eccellenza ricordiamo la pasta con le sarde, lo sformato di anelletti al forno e la caponata di melanzane.. Dal ricco vassoio dei dolci non si possono non assaggiare la cassata, i cannoli con la ricotta, il torrone di mandorle e la Pasta Reale, senza dimenticare i sorbetti ed il classico gelato siciliano.

Eventi

Il folclore palermitano è ricco di celebrazioni e festività soprattutto a stampo religioso. La più conosciuta è quella in onore della Santa protettrice della città, Santa Rosalia, festeggiata dai palermitani dal 13 al 15 di luglio. Molto sentito dalla popolazione è anche il pellegrinaggio verso il Santuario di Santa Rosalia posto sul monte Pellegrino, una ricorrenza che si ripete ogni anno il 4 settembre. Passando dal sacro al profano, il Palermo film festival è un progetto cinematografico che nei pochi anni trascorsi dalla nascita ha saputo convincere critica e pubblico, riscuotendo un successo di anno in anno sempre crescente.

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