ll rispetto per la natura e la tranquillità danno a quest’isola la caratteristica speciale di donare la serenità. Il visitatore ha a sua disposizione spiagge magnifiche che si distinguono per la qualità delle loro acque, luoghi naturali dove poter camminare, andare a cavallo o passeggiare in bicicletta; una vasta offerta culturale di musei, concerti, innumerevoli spazi archeologici per rivivere tempi andati, feste popolari, un mare ideale per navigare, una gastronomia di qualità e due città che competono in bellezza, importanza storica e ambiente. Numerose sono le culture che hanno lasciato la loro impronta in diversi angoli dell’isola e nel carattere dei suoi abitanti: fenici, greci, cartaginesi, romani, musulmani, catalano-aragonesi, britannici, francesi e finalmente spagnoli. Tutti insieme hanno fatto dell’isola un territorio multiculturale, ma in ogni caso con una sua identità. Gli 80 anni di presenza britannica (sec. XVIIl) sono presenti nell’architettura, nei dettagli della vita quotidiana e anche nella lingua, poiché alcune parole del catalano menorchino sono di origine inglese. Lo Statuto di Autonomia delle Isole Baleari (1983) stabilisce la doppia ufficialità del catalano, come lingua propria dell’isola, e del castigliano, come lingua ufficiale dello stato Con un’estensione di 700 chilometri quadrati, Minorca si mette in evidenza per la sua pianura, dalla quale nascono dolci colline e la piccola montagna El Toro, di 358 metri di altezza. L’isola è geograficamente divisa da una linea immaginaria che divide il nord col suo paesaggio accidentato, dal sud dove predomina il terreno calcareo con precipizi e una ricca vegetazione. Le spiagge del nord hanno una sabbia grossa e scura, quelle del sud una sabbia bianca e fine. Le acque, questo sì, sono cristalline dappertutto. La media della temperatura annuale è di 17 gradi, con molte ore di sole e poche piogge. Quindi alla domanda, qual è il periodo migliore per un viaggio a Minorca, vi rispondiamo sempre! Qui estati calde ed inverni temperati sono l’abitudine.

Da non perdere

L’UNESCO, con la dichiarazione del 1993, ha riconosciuto Minorca come Riserva della Biosfera per il rispetto che ha avuto nei confronti del medio ambiente e del suo intorno naturale. Il ritardato arrivo del turismo ha fatto in modo da mantenere quasi la metà del suo territorio allo stato naturale. Il Parco naturale di Albufera des Grau, vicino a Mao, costituisce il nucleo della biosfera per la sua grande ricchezza ambientale e per essere il punto di riposo sulla rotta delle migrazioni, per numerose specie di uccelli. L’economia dell’isola conserva tuttora due dei settori produttivi che permisero una notevole prosperità durante tutto il XX secolo: quello calzaturiero e quello della bigiotteria, che vengono esportati in mezzo mondo. Le industrie delle scarpe si sono specializzate nella fabbricazione di un prodotto di alta qualità e nei tradizionali sandali menorchini (“avarques”). Per quanto riguarda la ricchezza del settore culinario, si mette in evidenza la caldereta di aragosta. Il formaggio di Mao-Menorca è un’altra delle stelle della gastronomia, così come il miele, la marmellata di fichi, la camomilla e gli insaccati. Tra le bibite bisogna menzionare il gin, elaborato artigianalmente a base di alcol di uva.

Eventi

Da giugno a settembre è sempre festa! La stagione si apre con la celeberrima festa di Sant Joan, il 21 giugno nella Ciutadella. Queste celebrazioni nascono dalla devozione religiosa e popolare verso i Santi patroni dei vari paesini dell’isola, ma diventano una buona occasione di divertimento: le strade e le piazze si riempiono di persone che parlano, mangiano e danzano al ritmo della musica prodotta dai vari complessi musicali.

Tour Location

× Chat